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L’IMPRENDITORE È SOLO

Le relazioni più strette al tempo dell’impresa

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Cosa accomuna quasi tutti gli imprenditori che si dedicano alla loro azienda, grande o piccola che sia?

Il senso di solitudine.

Quando metti al centro il lavoro, tendi a definire te stesso secondo il tuo ruolo professionale e ti senti al sicuro solo quando sei in azienda: sei il capo!

La tua sicurezza è la tua reputazione, la tua posizione sociale o le cose che possiedi e prendi le tue decisioni in base a quello che può proteggere, accrescere o mostrare quello che hai costruito.

Questo ti rende maledettamente solo e ti fa sentire incompreso, spesso dalla tua stessa famiglia e nelle relazioni più strette.

Amare il tuo lavoro e la tua azienda in modo sano è comprendere che è solo un aspetto della tua vita, non il centro.

Si parla tanto di intelligenza emotiva, il World Economic Forum l’ha inserita tra le prime qualità che deve avere la leadership futura per poter prosperare*, eppure molti pensano ancora che sia solo “ascoltare gli altri” e per ascoltare, da imprenditore, quasi sempre significa prepararsi a sentire lamentele.

Se anche tu pensi che sia così, allora non andare avanti a leggere o potresti scontrarti con uno o più dei tuoi limiti.

L’intelligenza dell’imprenditore sta nel riconoscere che tu e la tua attività siete due cose distinte, che sono legate da una relazione a triangolo ai cui vertici stanno: passione, impegno e attenzione. 

La brutta notizia è che l’impresa non è un essere umano, ma un sistema vivente COMPOSTO DA esseri umani.

Quindi, se vuoi che prosperi (e per prosperare intendo crescere, non sopravvivere in un mercato dove tutti sono potenziali nemici da cui difendersi), devi confrontarti con le persone che ne fanno parte e rendere funzionali le relazioni.

Se sei solo è perché agisci come se lo fossi e quasi sicuramente vivi secondo degli schemi che limitano le tue decisioni:

  • IMPRENDITORE AGGRESSIVO: le tue relazioni tendono a essere aggressive, essere contraddetto ti infastidisce, si fa come dici tu. 

I dipendenti/collaboratori: le decisioni spettano a te, tendi a limitare le iniziative personali e sei orientato ai risultati, a qualsiasi costo. Ottimizzare è vedere che tutti lavorano senza staccare, poche distrazioni e corsi di aggiornamento solo se necessari ad aumentare produzione/vendite o gestione interna. Vuoi che le persone arrivino da te con soluzioni a cui rispondere con “si” o “no”.

Se tu che hai il polso della situazione e delegare per te è spiegare esattamente cosa va fatto, come e con che tempistica. Viaggi sul binario “premio-punizione”.

Il partner/la famiglia: non sa quanto ti sbatti al lavoro, non capisce i problemi che devi affrontare ogni giorno, se ne parli ti sembra di andare contro un muro di gomma. Non serve che sappiano cosa fai, basta che porti a casa il risultato. Spesso gli deleghi la completa gestione della famiglia perché sei perennemente al lavoro. Intervieni sulle questioni che il partner non riesce a controllare o in cui ti chiede espressamente di farlo, ad esempio con i figli.

  • IMPRENDITORE PERSUASIVO: sei riconosciuto come la mente e il cuore dell’azienda e questo per te è fondamentale. Non vuoi perdere quello che hai costruito con i tuoi sforzi e vuoi che i tuoi risultati siano visibili a tutti, dipendenti e competitors.

I dipendenti/collaboratori: ascolti tutti perché vuoi che si sentano parte dell’azienda, la tua porta è sempre aperta. Il tuo telefono squilla di continuo e ti senti sommerso dalle mille decisioni da prendere. Quando arrivi in sede, sei pieno di persone che ti riportano ogni questione, se qualcosa non ti convince provi a persuadere tutti che la tua posizione è la migliore. Viaggi sul binario “incentivi-non incentivi”.

Il partner/la famiglia: vengono prima di tutto e vuoi che siano felici, non gli fai mancare nulla, pensi tu al resto. Sei attivo nella gestione, vuoi essere informato su tutto e ti barcameni tra impegni lavorativi e privati. Spesso sei stremato e ti sembra che ti sfugga tutto di mano.

  • IMPRENDITORE RASSEGNATO: decidi giorno per giorno e solo se necessario o urgente. Il mercato è pieno di nemici, le tasse ti ammazzano, lo Stato non ti aiuta. Pensi spesso che forse dovresti chiudere perché va tutto male. Tendi a non fidarti di nessuno e a mettere in dubbio quello che ti viene detto, anche se spesso lasci che le cose vadano avanti da sole, perché si è sempre fatto così. 

I dipendenti/collaboratori: per te siete tutti nella stessa barca che affonda. Prendi posizione solo quando non puoi farne a meno, rimandi il più possibile. I corsi di aggiornamento sono uno spreco di tempo che incide sui costi, tanto il mercato è in declino.

Il partner/la famiglia: lasci che facciano come vogliono perché ogni tua decisione è abbastanza inutile. Ti sembra di non fare mai abbastanza e spesso sono nemici quanto quelli là fuori. Viaggi sul binario “urgente-rimandabile”.

Questi schemi non sono fissi, ma spesso si sovrappongono l’uno all’altro e convivono facendoti oscillare da una dimensione all’altra, rendendo ancora più difficile la gestione delle tue relazioni professionali e personali.

Sfatiamo un mito.

L’IMPRENDITORE NON È SOLO A MENO CHE NON LO VOGLIA.

Prima o dopo, per prosperare non solo nella tua attività, ma anche nella vita, dovrai accettare il fatto che devi entrare in una relazione funzionale prima con te stesso e poi con gli altri.

Il successo pubblico dipende da quello privato e non si può compensare una cosa che non funziona bene, con un’altra.

Se il lavoro va a gonfie vele e le tue relazioni zoppicano, sarai insoddisfatto e viceversa.

Certo, puoi prendere quello che io chiamo l’anestetico dei topi**: viaggi e/o oggetti costosi che ti distraggono per brevi periodi MA poi torni alla tua vita e ti ritrovi a combattere tutti i giorni con gli stessi schemi, dai quali non sei mai uscito.

Vuoi davvero essere solo?

Un imprenditore felice si misura dalla quantità di relazioni funzionali che intrattiene con:

  • la sua azienda
  • i suoi collaboratori
  • le persone più vicine

Questo incide in modo fondamentale sulla qualità della sua impresa e sulla capacità di essere nel mercato in modo flessibile e pronti a cogliere tutte le opportunità che si presentano.

Sei IN o sei OUT?

*https://www.weforum.org/agenda/2017/02/why-you-need-emotional-intelligence

**i topi, come gli esseri umani, possono essere anestetizzati dal consumo di alimenti che gli creano immediato piacere. La loro assenza, in seguito, genera comportamenti depressivi o lesionisti.