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QUANDO SIAMO DAVANTI A UNA SVOLTA NON CE NE ACCORGIAMO

…finché è troppo tardi

C’è un momento, dopo la pausa estiva e il rientro alla vita di tutti i giorni, in cui ti sembra di non essere nemmeno andato in ferie. E’ come se avessi saltato il nastro con la parte più piacevole. Tornare alle attività a cui sei abituato è un po’ come non esserne mai uscito.

Ed è il punto in cui senti il bisogno di una svolta!

Peccato che quando siamo davanti a una svolta non ce ne accorgiamo finché è troppo tardi e perdiamo le opportunità.

Se chiedessi alle persone quante ce ne sono state nella loro vita, mi risponderebbero tante. Se gli chiedessi quando hanno capito di trovarsi di fronte a una svolta…beh, il discorso cambia parecchio.

Ignazio è uno di questi.

Ha creato una piccola impresa che sta andando bene e sente che è arrivato il momento di fare un salto in avanti. Nella pausa estiva ha macinato l’idea di ampliare le attività e assumere personale. Ha un ottimo rapporto con i suoi collaboratori e pensa che anche loro ne saranno contenti, ma quando ne parla si trova davanti un muro! Non riesce a farsi strada tra le loro resistenze e comincia a pensare che forse non è il momento giusto per farlo.

Che cosa sta succedendo? Perchè lui sente che è scoccata l’ora X e gli altri no?

Distinguere le svolte positive e negative

Tutte le svolte implicano un cambiamento e sono di due tipi:

  • positive: un aumento dei clienti e/o degli ordini, una promozione, l’inizio di una relazione, passare il test d’ingresso all’università…
  • negative: non raggiungere il fatturato previsto, una riduzione dell’orario di lavoro, una separazione, non passare un esame…

Perchè quando siamo davanti a una svolta non ce ne accorgiamo finché è troppo tardi e perdiamo le opportunità?

Il nostro cervello si è “auto-programmato” in migliaia di anni di evoluzione per cogliere prima i segnali di quello che potrebbe NON piacerci. E’ legato alla capacità di percepire le minacce dell’ambiente che ci circonda. Per questo, spesso ci accorgiamo delle svolte positive quando ormai è troppo tardi e l’opportunità è irrimediabilmente persa.

Sia quelle improvvise che quelle graduali, possono dipendere da un evento esterno o da noi.

Alcune svolte sono improvvise, altre graduali.

  • Quelle improvvise sono evidenti: “basta, è ora di cambiare!”. Sono la classica goccia che fa traboccare il vaso e ti spinge ad agire e cambiare direzione.

I segnali sono inequivocabili e per non notarli devi proprio sforzarti, altro che occhi foderati di prosciutto!

Le persone si rendono conto che bisogna fare qualcosa immediatamente soprattutto quando le svolte sono negative: un amico lavora in un’azienda che fallisce, dall’oggi al domani si trova in cassa integrazione e non riesce a pagare il mutuo, muore qualcuno vicino a loro e cominciano a pensare a quanto breve è la vita, hanno un incidente e cominciano a valutare la sicurezza di una macchina invece che le prestazioni…

  • Diverso è il discorso quando si parla di svolte graduali. Richiedono la capacità di cogliere i segnali nel tempo.

I segnali sono interpretati alla luce delle tue esperienze passate, delle emozioni, delle sensazioni e delle percezioni: devi sforzarti come Sherlock Holmes per coglierli!

Le persone incontrano qualcuno che sembra uscito dal nulla, disposto a investire nella loro azienda e hanno mille dubbi, trovano il compagno ideale e si chiedono quanto durerà, prendono un voto alto senza essersi preparati in modo specifico e pensano che sia un caso, una relazione finisce e si chiedono come mai…

Cosa cambia nel caso di Ignazio?

La capacità di cogliere i segnali che arrivano nel tempo e di distinguere una svolta positiva da una negativa.

Nel caso del mio coachee, per lui la svolta è graduale, per i suoi collaboratori è improvvisa.

Ignazio si è accorto dei segnali e le altre persone no. Non si tratta di essere più intelligenti, ma di imparare a leggere tra le righe dello stesso testo!

Stanno “leggendo” un libro che non racconta la stessa storia.

Quando siamo davanti a una svolta non ce ne accorgiamo finché è troppo tardi e perdiamo le opportunità. E’ il rischio che corrono i dipendenti del mio coachee.

Naturale che la svolta venga vissuta in modo diverso: Ignazio si è focalizzato sui segnali di svolta positivi esterni e graduali (richieste del mercato, la disponibilità di fondi per investimento), loro sui segnali di svolta negativi interni e improvvisi (più lavoro, meno sicurezza, ruoli fissi).

Mettere insieme le due cose per una svolta positiva per entrambi è stato meno impegnativo del previsto! Una delle cose che si possono fare è uscire dalla fase di stallo. Se vuoi scoprire come clicca qui https://www.forzasettelab.com/2018/10/22/in-fase-di-stallo-semplificare-una-scelta/

E tu, sai cogliere i segnali di svolta?