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RICORDATI PERCHE’ HAI COMINCIATO

Parlando con una persona appena incontrata dei miei trascorsi lavorativi, mi sono sentita chiedere “ma perché hai mollato un lavoro sicuro e ti sei trasferita in una città così piccola?“.

La conversazione è cominciata perché stavo spiegando che lavoro spesso più con persone e aziende lontane che nelle vicinanze.

Mi è tornata in mente una frase che ho letto tempo fa…ricordati perché hai cominciato.

Sono poche parole, ma ispirano molto più di quanto si può immaginare. Quando trovi il perché fai una scelta piuttosto che un’altra, il valore che assume è elevato e “tiene botta” quando arriva la fatica e le energie sembrano esaurirsi.

Se ripercorro l’insieme delle esperienze che mi hanno portata a fare delle trasformazioni così radicali nella mia vita, la risposta è facile. Perché ho scoperto che amo le persone e non le cose.

Avere un lavoro di responsabilità, dinamico e ben retribuito non valeva il poco tempo che stavo dedicando alle persone, me stessa per prima.

A un certo punto, i compromessi erano diventati troppi e sentivo che stavo perdendo il controllo dei miei principi.

Lavorare e continuare a pensare al lavoro anche a casa o nel week-end, incastrare gli straordinari con le attività dei miei figli o con un aperitivo con gli amici, passare le ferie con il computer vicino e saltare i pranzi era diventata la normalità.

Cercavo di essere un manager impeccabile, una mamma presente e divertente, una moglie che stirava le camicie, un’amica affettuosa e una figlia devota. Il problema è che ci riuscivo!

Ma il prezzo era altissimo.

Sono saltata sulla sedia quando mi sono accorta che ho pranzato con un paio di cioccolatini al caffè per tre giorni di fila!

Ma non è stata una decisione improvvisa, eh! Ci sono voluti anni e la fine di un matrimonio per arrivare alla consapevolezza che non era la vita che volevo, e soprattutto non era la vita che avrei scelto quando avevo cominciato.

Persino i vestiti che indossavo non erano quelli che avrei scelto!

Ho avuto la fortuna, però, di imparare molto e di fare le esperienze più disparate perché ho mantenuto una costante, la curiosità di trovare strade diverse oltre a quello che avevo davanti agli occhi, sentivo e provavo.

Ho compreso che è impossibile risolvere tutti i problemi del mondo ma che è possibile ispirare le persone a scegliere la strada che vogliono percorrere.

Per quanto fosse “ingessato” e rigoroso l’ambiente in cui vivevo, mantenere uno spirito non convenzionale è stata la mia salvezza. E lo è tutt’ora.

In un mondo in cui la professionalità si misura in giacca e cravatta e con visi seri, sembra impensabile che una risata possa convincere una squadra di persone a lavorare ben oltre l’orario per dare supporto e rispettare una scadenza.

Quello che non si vede subito è che la visione che sta dietro a questo è l’attenzione che si mette alle persone, non alla scadenza in sé.

Mi sono trasferita e ho trasformato la mia vita perché così posso dedicarmi a questo, con il mio stile e al mio ritmo, vivo secondo i miei valori e tutto ciò che faccio ha un senso.

La cosa migliore che succede, quando mi chiedono perché ho cominciato, è che quando lo spiego agli altri comprendono subito ciò che dico e li ispira a farsi la stessa domanda!

Ti auguro di ricordarti perché hai cominciato.